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Alexandra Dejoli: storia di transizioni

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AlexadnraALEXANDRA DEJOLI, STORIA DI TRANSIZIONI – Ci sono storie che rischiano di restare nascoste e nell’animo umano di chi le vive sulla propria pelle. La Fenice Gay ha incontrato Alexandra Dejoli, un passato da uomo e ora una bellissima donna che ci ha raccontato la propria storia di transizioni. Due, per l’esattezza. Una legata al suo corpo, l’altra al passaggio tra la Jugoslavia (oggi smembrata in altri Stati) all’Italia. 

“Sono emigrata dalla Jugoslavia nel 1994, in un periodo pieno di guerre. In Italia ho trovato una seconda patria. La mia piccola transizione non poteva influire con quella più vasta ma quest’insieme di esperienze segnano l’esistenza”

Alexandra ci ha raccontato la realtà dalla quale è fuggita, lei che sentiva ribollire nella sua anima la volontà di trasformare il suo corpo per impersonare quell’identità tanto cercata.

“Belgrado era una città multietnica ma lì l’omosessualità e la transessualità erano viste come elemento sovversivo contro l’Occidente. Quando sono arrivata in Occidente ho capito che non era più così ma che la società era comunque basata sull’ipocrisia.”

Alexandra ha aggiunto come le immagini con cui è cresciuta in Jugoslavia erano molto forti e inflessibili: “La donna era vista solo come una madre mentre l’uomo aveva il classico aspetto da lavoratore” 

La donna nel Belpaese ha intrapreso gli studi nell’Università francescana a e ci ha confessato che durante quel periodo non era vista in modo strano dai frati, forse perché non viveva con loro. Si è laureata in Storia ma ad oggi fatica a trovare lavoro, pur avendo dei titoli molto importanti, solo per il suo essere trans.

“La società cambierà quando le persone capiranno che non stanno parlando con un trans, un gay o un etero sessuale ma solo con un’altra persona. Ora c’è molta sessuofobia”.

La storia di Alexandra è raccontata nel suo libro “Requiem Rosa” che affronta anche in modo ironico e provocatorio la sessualità e le vicende vissute da lei personalmente.

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