Omofobia

Asilo lgbt nei paesi africani

By Mag 9, 2020 No Comments

Davanti all’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) di Nairobi è stato trovato il corpo senza vita di un ragazzo di nome Aneste Mweru, ugandese , di 28 anni che nel 2017 aveva fatto richiesta di status di rifugiato solo nel marzo dello scorso anno. Purtoppo secondo la ricostruzione della polizia per una accesa discussione con persone dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) , a cui aveva chiesto de cibo, e i cui responsabili non lo avevano aiutato, si sarebbe impiccato. Altri pensano che il suo atto sia legato alla sua storia e particolarmente per le situazione disagiata dell’essere omosessuale in Kenia. Infatti, in questo paese l’essere gay è difficile se non drammatica.Anche se il paese ha fatto dei passi avanti in realtà il Kenia ancora esiste “sodomy laws” e i principi cristiani sono alla base della società. La “sodomy laws” condanna i gay a 14 anni di galera.inoltre la burocrazio nel paese africano è tanto lunga che aveve un diritto di asilo complicato. Si arriva fino a cinque anni per ottenere il diritto di asilo. Inoltre nell’arco di tempo i soggetti che chiedono asilo non possono lavorare. Origine di Aneste è l’ Uganda e le persone del mondo LGBTQIA sono persequitate. Questo fa in modo che le persone LGBTQIA cercano di andare via dalla Uganda. A questo situazione, nefasta si aggiunge il Virus Covid19. Per i richiedenti asilo e rifugiati tutto questo è dannoso. Un rifugiato somalo a dichiarato a The Star : “Da quando è iniziata l’emergenza legata al coronavirus non abbiamo più nessuno che ci aiuti” Inoltre, ha accusato l’UNHCR il rifugiato somalo affermando di non aver gestito bene la situazione. Il somalo ha detto:“Invece di darci una mano e di fornirci del cibo, i responsabili del centro hanno preferito agire con violenza malmenando il nostro compagno” Probabilmente Aneste è stato picchiato. I responsabili dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite, che per bocca di Fathiaa Abdalla, responsabile delle attività dell’UNHCR in Kenya, siamo “Profondamente scioccati”: hanno detto. Abdalla ha dichiarato “L’UNHCR mantiene un continuo e costante contatto sia con la comunità di rifugiati che con le autorità locali per garantire il pieno soddisfacimento dei bisogni e delle necessità dei richiedenti asilo” . Abdalla ha dichiaratofaremo chiarezza sulla tragedia di Aneste Mweru.
luca biagioni
fonte il grande colibri

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