Diritto

Ci si è posta la domanda e’ possibile obiezione di coscienza sulle unioni civili?

By Apr 30, 2016 No Comments

obiezione di coscienzaDurante una audizione alla commissione giustizia l’associazione provita ha considerato che   come esiste obiezione di conoscenza per aborto ed il militare  ha chiesto che via sia l’obiezione di coscienza per coloro che sono sindaci e ufficiali dello Stato civili che possano obiettare di espletare le pratiche di unioni civili per le persone che sono dello stesso sesso.


Intento della Associazione che ha scritto tutti i sindaci ha lo scopo di poter portare in Parlamento il concetto di obiezione di coscienza per sindaci e gli ufficiali di stato civile che per motivi di coscienza e per convincimenti religiosi si possono rifiutare di celebrare tali unioni ed in particolare i matrimoni omosessuali.
Secondo ciò che viene esposto dal art 138 del Codice Civile gli ufficiali di stato civile non possono rifiutarsi di celebrare matrimoni e unioni civili. Sarebbero sanzionati .Possiamo  dire che chiedere di introdurre un elemento del genere non potrebbe esistere e lo possiamo dire quasi con certezza. Infatti ci viene spiegato da  giuristi che unione civile non è un matrimonio. Questa distinzione è identificata dall’art 2 del disegno di legge. Inoltre sempre secondo art 138 non sono previste le pubblicazione come in un matrimonio. Sicuramente ci sarà qualche ufficiale di stato civile che si potrà appellare a ciò. Rifiutare di espletare le formalità delle unioni civili  comporta una omissione penale codificata nell’art 328 cp .
L’obiezione di coscienza in fatti riguarda la legge194/1978 sull’aborto e sulla leva militare sospesa dal 2005.
Anche se molti sindaci hanno aderito uno alle lettera ricevuta da provita ha  così risposto sulla sua pagina facebook un sindaco nel bresciano  ha rispedito al mittente la richiesta.
Il primo cittadino bresciano dice:  “Sto pensando a quando toccherà a me celebrare un unione civile. Mi sto immaginando la profonda tristezza che avrò nel cuore a non poter parlare di un “matrimonio”
Scrive ancora il sindaco: “Dite che ho il diritto di chiedere allo Stato di autorizzarmi a parlare di “matrimonio”  e non di “unione civile tra due persone dello stesso sesso” quando dovrò celebrarne una.  Vi diffido comunque sin da ora ad agire a nome mio o per conto “dei Sindaci italiani” in questa e in ogni altra vostra azione. I Sindaci non sono dalla vostra parte, eventualmente solo una piccola minoranza”.
“Con rammarico – conclude il sindaco – nel sapere che esistono associazioni che si battono per le ingiustizie sociali, ma con amore verso la carica che ricopro, vi saluto”.

luca biagioni

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