Diritto

Diritti Umani e dei Diritti Fondamentali della persona.

By Gen 7, 2019 No Comments

PRIMA PARTE

Impostazione del concetto dei Diritti Umani e dei Diritti Fondamentali della persona. Principi di Eguaglianza, libertà e solidarietà.
Sulla tematica dei diritti umani si è più volte espressa la Corte Costituzionale, che ha dichiarato necessario modificare l’interpretazione degli elementi basilari già esposti in giurisprudenza.
Sarebbe ingiusto dare una interpretazione nuova senza una corretta motivazione, modificando quello che è stato esposto dalla giurisprudenza precedenza.
Soltanto ora la Corte ha ritenuto di dare una nuova spiegazione del concetto di “ Diritti Umani”, dando così prova di non essere rimasta immobile sulle posizioni raggiunte in precedenza. Ha quindi messo a disposizione tutta la sua operosità perchè’ le norme costituzionali fossero in conformità ad una realtà che si modifica nel tempo.

Come conseguenza di questa nuova tendenza si hanno diversa veduta dei principi basilari della Costituzione:
1) Il Principio di eguaglianza;
2) Il Principio di libertà;
3) Il Principio di Solidarietà.
Il primo è stato vigorosamente affermato dall’art. 3 della Costituzione, I comma che insiste sull’eguaglianza sostanziale; per quanto concerne il concetto di libertà, esso è fortemente determinato ed ampliato nell’art 2 della Costituzione, tanto da trovarvi libertà positive e negative. Ma il principio che più fortemente è stato affermato e potenziato è quello della solidarietà.Per ciò che concerne l’articolo 3 della Costituzione (principio di eguaglianza) la giurisprudenza in relazione a ciò che il legislatore mette in essere, afferma che si debba dare un’ interpretazione del principio di eguaglianza, intesa non come appiattimento del soggetto umano, ma come diritto di tutti i cittadini di avere la stessa dignità sociale.
Per ottenere questo il legislatore, partendo dal presupposto che i cittadini non si trovano tutti nella stessa posizione sociale, deve necessariamente rimuovere quegli ostacoli materiali e morali che facilitano questa disparità di condizione; in conclusione lo stato si deve impegnare a rimuovere qualsiasi ostacolo che potrebbe comportare discriminazione fra uno o più soggetti.Giuristi di gran fama hanno a lungo studiato il problema per determinare un principio di eguaglianza che consenta a tutti i cittadini di avere pari dignità sociale.
Per alcuni giuristi l’elemento principale che costituisce il principio suddetto da un punto di vista sostanziale non avrebbe una rilevanza giuridica, per altri, invece, deve essere interpretato come un dovere della Repubblica di intervenire contro la miseria, l’ignoranza,il delitto e contro altri mali che degradano la dignità sociale del diritto e questo pur non obbligando a considerare tutti i cittadini dotati di eguale dignità sociale finché questa non sia raggiunta mediante l’eliminazione dei mali anzidetti.Seguendo questa tesi, anche in relazione all’art. 21 della Costituzione, sempre in relazione al principio di pari dignità sociale, nella delimitazione di espressione del proprio pensiero, nel contempo si tutela la dignità di ogni cittadino. Altri giuristi nel delineare l’art 3 della Costituzione, danno un significato più preciso affermando che al legislatore è espressamente vietato di costituire norme diverse, ma deve emanare norme anche non simili ma che tengano conto dell’interesse e delle necessità del soggetto cui vengono applicate. Per ciò che concerne l’ art 2 della Costituzione (principi di libertà) non è facile enucleare una nozione precisa, quindi, come per qualunque concetto di libertà non abbiamo un concetto omogeneo. Mentre il diritto positivo cerca di dare un concetto preciso del problema sotto più aspetti, la Costituzione ne dà uno esplicito. Sono due gli aspetti per delineare i limiti del problema nel campo penalistico:uno riguarda il contenuto, l’altro l’attività. Inoltre, poiché più volte,nelle premesse la Corte di Cassazione si è rifatta ad un criterio di distinzione fra limiti formali e limiti sostanziali, considerati questi ultimi non come aspetto dell’elemento sostanziale ma come aspetto dell’elemento amministrativo del diritto, non può ricavarsi una costruzione normativa del concetto, tranne che non si voglia sconfinare in una mera arbitrarietà ricostruttiva. Inoltre, la giurisprudenza ha dato la possibilità d’ identificare fra i diritti inviolabili dell’uomo l’obiezione di coscienza, il suicidio e l’eutanasia.

Luca Biagioni

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