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GIROLIMONI IL MOSTRO DI ROMA

By Apr 13, 2019 No Comments

Nel 1924 a Roma vengono uccise più di sei bambine di età fra i 4 e 8 anni. E’ un periodo di violenze stupri rapimenti omicidi.
A Roma in quel periodo governa Mussolini che oltre ad essere Presidente del Consiglio è anche Ministro degli Interni. La polizia non riesce a trovare il mostro che è nascosto nel popolo. In effetti il vero mostro è in un famiglia di verdurai di umili origini, Il mostro è uno psicopatico che sfoga le sue frustrazione Nell’uccidere le bambine .
Il mostro uccide le bambine mettendo un dito nell’ano e uno nella vagina e poi le sbuzza con le dita in modo tale le uccide. All’inizio viene incolpato un vetturino e la madre del mostro cercherà di trovare un colpevole per poter coprire il figlio psicopatico. Inoltre dopo l’arresto del vetturino gruppo di madri donne e uomini vanno sotto la questura dicendo che il vetturino è il responsabile, dicendo voce di popolo voce di Dio. Ma a momento di firmare la denuncia tutti si ritraggono. Il vetturino per la vergogna si suicida.
In questo momento avviene un attentato al Duce . Attentatore viene immediatamente preso ed impiccato. Benito Mussolini è indispettito aveva preferito che si fosse preso il mostro che l’attentatore. Un attentatore aumenta il consenso al regime, un mostro in giro la diminuisce. Chiamo il capo della polizia Bocchini chiedendo che l’autorità giudiziaria risolva il problema senza indugi.
Il problema del mostro di Roma passo in secondo piano dopo il delitto Matteotti.Naturalmente il fatto dell’aggressione al deputato socialista portò in secondo piano il problema del mostro di Roma.E’ vero che nel discorso del 30 maggio Matteotti aveva dichiaro continue illegalità nel paese . Mussolini disse ai suoi “ quando la fate tacere certa gente”. La polizia continuò a tappeto i controlli a invalidi storpi miserabili ed ogni altre persone che potevano avere le caratteristiche che il criminologo Lombroso definiva come delinquenziali.
Inoltre la violenza su un bambina detta la biocchetta era stato talmente efferato che ai funerali vi fu una forte indignazione popolare che richiedeva il ripristino dell’ ordine pubblico. Inoltre nel 1927 Agenzia Stefani comunicava l’ arresto del mostro ombre sempre più cupe si caricano sulla figura di Gino Girolimoni. L’assassino sembra essere un uomo sulla cinquantina baffi ben elegante ha la macchina colore giallo occhio cadente i soldi nella tasca destra, educato e simpatico.
Il Girolimioni lavorava facendo il mediatore di infortuni ed inoltre fa il fotografo. Inoltre secondo la il criminologo Ottolenghi la figura di Girolimoni era quella spiegata del Lombroso, per cui il Girolimoni aveva tratti somatici del criminale. Inoltre vi sono discordanze sulle testimonianze e quindi viene prosciolto dalle accuse. In realtà le prove a carico di Girolimoni erano state fabbricate per la polizia non riusciva risolvere il problema e non trovava il colpevole vero. Comunque anche se il Girolimoni non era colpevole e fù un errore giudiziario è vero anche che dopo il suo arresto non vi furono altre bambine uccise. Mussolini affermava che il nome del Girolimoni sapeva di viscido di tortuoso e lo stesso suo nome lo condannava. Si fece 11 mesi di carcere poi fu prosciolto ed il suo proscioglimento si basava su di un discordanza di testimonianze e di un concetto del fascismo che aveva messo in piedi e cioè che la figura di Girolimoni doveva non esistere più come uomo notizia. Girolimoni dopo essere fassolto dalla magistratura ma non ebbe ne risarcimenti ne fu riabilitato. Il commissario di polizia Dossetti riapri il caso ma fu osteggiato fini arrestato e internato in un manicomio dopo successivamente liberato nel 1940 e con la caduta del fascismo il commissario fu riinserito nella polizia e successivamente ebbe incarichi internazionali. Per quanto riguarda il Girolimoni era difficile rinserirlo
nella società ormai questo nome era sinonimo di pedofilia di mostro . Egli aveva un gruzzolo da parte che presto fini e Girolimoni cerco di fare lavori umili aggiustando biciclette faceva il ciabattino morì in miseria nel 1961.
Luca Biagioni

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