Tecnico Storico del Diritto

IL MOVIMENTO OMOSESSUALE IN ITALIA E LA REPRESSIONE FASCISTA.

By Apr 23, 2015 Agosto 8th, 2015 No Comments

Stadio_dei_marmi_009-620x250Il movimento omosessuale in Italia nasce in un periodo abbastanza recente, ovvero nel periodo della costituzione giovanile del 1968. Il ritardo di un movimento omosessuale era data dal fatto che rispetto ad altri stati era dato dal fatto che non vi fu una accettazione dell’omosessualità e di conseguenza di una repressione più che penale sociale. Infatti a differenza dei paesi protestanti dove i divieti sono assai rigidi tanto da creare movimenti per la liberazione dei gay, Il solo caso in Italia è Aldo Mieli che al primo congresso di sessuologia crea nel periodo fra il 1921-1928 una “Rassegna di Studi sessuali” che si occuperà della tematica gay.
In Italia rispetto ad altri paesi non vi è una società in cui i rapporto fra uomini non sono così forti da raggiungere particolari vincoli personali. Vige ancora la concezione che il maschio è la figura dominante della società. L’ Italia come gli altri paesi cattolici a differenza di quelli protestanti si preferisce fare finta di nulla, quindi di conseguenza la legislazione non fa riferimento a reati che riguardano all’omosessualità.
Mentre negli stati preunitari vi erano reati di omosessualità come ad esempio nel Regno di Sardegna dove art 425 del codice penale condannava il comportamento omosessuale come turpe vizio. Nel 1861 con l’ unificazione dello stato italiano il reato fu esteso a tutto il regno ad eccezione dell’ex Regno delle Due Sicilie. Successivamente con Zanardelli nel 1889 fu costituito un nuovo codice penale in cui il reato di omosessualità fu escluso .
I rapporti omosessuali erano leciti se fra maggiorenni e consenzienti. Lo stato non si interessava del problema etici, lasciando alla chiesa la soluzione del problema. La chiesa intervenie sulla tematica affermando che vi era indulgenza quando il comportamento non dava scandalo.
L’ Uso repressivo della chiesa si basava sui sensi di colpa oppure escludendo dalla comunità gli omosessuali conclamati ovvero che non si nascondono e che danno scandalo.
Con avvento del regime fascista vengono presi provvedimenti contro i femminielli o come venivano chiamata gli omosessuali. I gay vengono in parte tollerato in parte puniti, pur non essendo una legislazione in merito eccetto il testo unico di pubblica sicurezza del 1926 e il successivo 1931. Queste normativa danno possibilità alla milizia volontaria sicurezza nazionale prefetti carabinieri di agire contro i gay anche in mancanza di prove certe denunce e processi. Tutto questo era messo in atto dal regime fascista ad ossequio della rispettabilità degli italiani che non sono esclusi al dire dei fascisti dal turpe vizio.
Nel 1931 al momento che doveva essere riscritto il codice penale in bozza vi furono due scuole chi voleva introdurre il reato di omosessualità art 528 cp che condannava tale comportamento da tre mesi a sei anni se fra adulti e fino a cinque anni se con minore se il reato è reiterato in caso di prostituzione. E una seconda scuola di pensiero che preferiva non prendere in considerazione il comportamento come reato perché in questo modo si negava esistenza della omosessualità o di movimenti o gruppi di persone omosessuali o vi fosse un contagio ai limiti si poteva considerare che vi fossero singoli individui che davano scandalo e e non vi era bisogno del reato bastavano qualche manganellata o l’olio di ricino. Diverse furono le omofobie fasciata o nazista.
La prima ignorava la seconda, la seconda puniva pesantemente con carcere con i campi o con la morte. Prima del 1936 gli omosessuali sono condannati al confini prima come delinquenti comuni poi nel 1938 successivamente come delinquenti politici o disfatti e finiscono a Lampedusa o alle Tremiti a Carbonia.
La decisione di inviarli al confine è sulla scia delle leggi razziali tedesche e successivamente con introduzione delle leggi razziali tedeschi del 1938 gli omosessuali sono condannati come rei politici. Successivamente essendo la procedura burocratica lenta e costosa e dopo tre anni gli omosessuali vengono rimandati a casa e sotto controllo saranno considerati fino alla fine della guerra come delinquenti comuni.
I più solerti dei questori furono quelli di Vercelli, Verona, e di Catania. Il questore Molina inaugurò una campagna omofobica che erano considerati pericolosi . la metà dei gay che sono andati al confini sono passati sotto le mani del questore Molino.
Dopo la guerra nel periodo del regime democristiano l’ etica era ancora definita dalla chiesa che continua a condannare omosessualità in senso generale. Se però il comportamento omosessuale era vissuto in modo nascosto non i vi era problemi. I problemi si creavano se la persona omosessuale dava scandalo.
Nacquero movimenti in Italia dagli anni 70 in poi gruppo come il Fuori di Torino ad altre associazioni che cercavano e cercano ancora di fare in modo che i cittadini omosessuali possano godere degli stessi diritti. La lotta è stata dura e lo è ancora e si spera che ormai con varie brecce fatte nel muro in questi 40 anni si arrivi a una soluzione che dia alle persone omosessuali uguali diritti come agli altri. Ad oggi molti comuni hanno approvato un registri di unioni civili, i matrimoni omosessuali contratti all’estero sono registrati nei comuni di residenza . I figli nati all’interno in una coppia omosessuali sono riconosciti. Diciamo che il vero problema odierno è dato dal fatto che non vi è una legge nazionale di matrimoni egualitari e adozioni per i bambini e anche una legge sull’omofobia. Per il momento non avendo legiferato il parlamento si va avanti con le sentenze dei giudici che spesso possono essere ribaltate da magistrati di altre corti. Tutto ciò è negativo e aspettiamo finalmente che vi sia una legge che tuteli tutte le persone omosessuali.
Luca Biagioni

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