Diritto

Il reato di atti osceni in luogo pubblico e il diritto di intervento dell’autorità di polizia

By Gen 7, 2019 No Comments

In presenza di reati contro la morale pubblica, possiamo ragionevolmente chiederci quali sono le prerogative – o eventualmente i limiti – dell’autorità di polizia qualora essa intervenga in luoghi pubblici, aperti al pubblico, esposti al pubblico, e privati.Quattro sono gli aspetti principali da esaminare: possibilità dell’autorità di pubblica sicurezza di intervenire per reprimere comportamenti contro la legge.distinzione della nozione di luogo pubblico fra quelli sopra citati.definizione dei concetti d’atti osceni e del comune senso del pudore.Ia facoltà della polizia di entrare in locali e chiedere i documenti d’identità ai clienti per eseguire controlli. La questione non comporta distinzione se l’atto compiuto contro la morale pubblica è commesso da omosessuali o eterosessuali.In relazione all’art 527 del Codice Penale, la legge vieta rapporti sessuali o atti contro la pubblica decenza, se commessi in luoghi pubblici, aperti al pubblico, esposti al pubblico. Per cui è lecito l’intervento dell’autorità di pubblica sicurezza se uno o più soggetto vengono colti in fragranza di reato di atti osceni, e sono punibili con la reclusione fino a tre anni.Cerchiamo di vedere più da vicino che cosa s’intende per luoghi pubblici, aperti al pubblico ed esposti al pubblico, e privati. L’ordinamento giuridico italiano li definisce così:A) luogo pubblico è uno spazio a cui può accedere chiunque (piazze, giardini, vie, boschi, parchi, spiagge); B) luogo aperto al pubblico è un’area nella quale chiunque può entrare osservando regole e orari, o avendo tessere di socio, ad esempio: associazioni culturali, chiese, teatri, cinema, locali notturni, discoteche, dark room, pub, saune treni. In quest’ultimo caso è possibile commettere reato solo se lo scompartimento o l’intera carrozza è condivisa con altri passeggeri; (ad esempio il vagone letto è il caso in cui un soggetto non condivide lo scompartimento con altri passeggeri).C)luogo esposto al pubblico è qualunque sito la cui visione può risultare esposta ad un certo numero di persone, come ad esempio una finestra aperta, un’automobile con finestrini abbassati;D) luoghi privati sono spazi dove soggetti estranei sono esclusi dalla possibilità di entrare, come camerini, gabinetti, appartamenti.In questi ultimi luoghi, avere rapporti sessuali non costituisce reato. Passiamo ora a definire il concetto d’atto osceno. Stando al Codice Penale, osceno è quell’atto che comporta espliciti amplessi sessuali, che, svolti in pubblico offendono il pudore. (art 527). Ma che cosa intendiamo per pudore? Aldilà del fatto che pudore è un concetto che si è andato modificando nel tempo, la legge ci offre una sua definizione formale e generica: è una reazione a determinati comportamenti (come appunto gli atti osceni), che potrebbe suscitare nell’animo di un soggetto esterno un senso di disgusto, e di repulsione. (art 527).

L’ultimo aspetto che ci siamo proposti di affrontare, è se le autorità di polizia abbiano facoltà o meglio diritto di entrare nei locali e procedere ad un’operazione d’identificazione dei clienti tramite la richiesta di documenti. Al riguardo, non vi è dubbio che le autorità di pubblica sicurezza abbiano] facoltà di entrare nelle sedi di associazioni o nei locali, anche se privati, e di chiedere ai clienti un documento d’identità. Inoltre, possono fare controlli attraverso terminali, al fine di garantire prevenzione contro il terrorismo, la mafia, la droga e altre forme di criminalità organizzata. Tuttavia questi controlli devono essere eseguiti in conformità alle norme del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Di conseguenza, a chiunque siano richiesti i documenti, si consiglia di evitare di creare problemi o di reagire. Nel caso in cui un soggetto non ha con sé la carta d’identità, può farsi garantire da uno o più soggetti presenti nel locale. In caso contrario il soggetto può essere portato in Questura per accertamenti.La polizia e i carabinieri non hanno, invece facoltà di schedare le persone dopo gli accertamenti. Pertanto, dopo l’identificazione dei soggetti, se non vi sono elementi che possono comportare ipotesi o sospetti a carico di un soggetto, non deve comportare conseguenze d’alcun tipo.La polizia può sempre rivendicare il diritto d’intervento a tutela dell’ordine pubblico e del cittadino, e che quindi questo ultimo è per legge obbligato, su richiesta dell’autorità di polizia, a fornire le proprie generalità anche quando la polizia fa irruzione in un locale pubblico.Ciò potrebbe essere interpretato come un atto discriminatorio un abuso di autorità nei confronti degli omosessuali, e spesso può generare una reazione di risentimento da parte dei clienti del locale.

Luca Biagioni

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