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Omofobia egiziana

By Ott 11, 2020 No Comments

 

La ricercatrice sui diritti delle minoranze sessuali del ossia organizzazione, che ha il polso dei diritti umani è Rasha Younes dichiarato: “Le autorità egiziane sembrano voler battere il record regionale delle peggiori violazioni dei diritti delle persone LGBT, mentre la comunità internazionale mantiene un silenzio spaventoso” L’ HRW ha raccolto 15 storie di uomini e donni omosessuali che sono state torturate violente. Una ondata di indignazione dopo che era stata violentata e torturata durante la sua prigionia la ragazza lesbica suicidio in esilio di Sarah Hijazi. Purtroppo l’indignazione è durata pochissimo.Infatti l’Egitto ha continuato senza battere ciglio a perseguitare e aggredire le persone LGBT solo e unicamente per quello che sono”. Il comportamento della polizia è che se vedono una perona un po’ tropppo mascolino o effeminata, se stai ad un bar ad un ristorante o ad una banca ti arrestano. Anche l’abbigliamenta e il modo di moversi dà la possibilità alla polizia ad arrestarti inquanto visto come omosessuale o come trans. Affermano i poliziotti: “Ripuliamo le strade da tutti i froci” hanno spiegato gli agenti quando hanno arrestato per la prima Salim, un ragazzo di 25 anni. “Una decina di poliziotti ha iniziato a picchiarmi da ogni lato – racconta il giovane – Poi mi hanno portato in una stanza minuscola, dove mi hanno fatto stare al buio in piedi, con mani e piedi legati con le corde, per tre giorni. Non potevo andare in bagno: me la sono fatta addosso, ho anche defecato nei miei vestiti”. Altra storia allucinante è di Aya di 28 anni che è una attivista del mondo gay che mentre manifestava per il caro vita, è stata arrestatra .L’accusa:”appartenenza a un gruppo terrorista con la finalità di interferire con la costituzione””. Anche lei ha subito un violentissimo pestaggio di gruppo da parte dei poliziotti, che poi l’hanno interrogata per dodici ore di fila e rinchiusa in un cella con altre 45 donne. Ma quello che ricorda con particolare terrore sono i cosiddetti “test di verginità”. La polizia distrugge le donne, che manifestano e le principalmente dal punto di vista psicologico. La donna racconta :Un poliziotto mi ha costretta a spogliarmi davanti ai suoi colleghi Io singhiozzavo, ma mi ha fatto allargare le gambe e ha guardato dentro la mia vagina, poi nel mio ano. Mi ha costretta a farmi una doccia davanti a lui”. Racconta ancora unaseconda volta :“una poliziotta mi ha fatta spogliare, mi ha afferrato e strizzato i seni, poi mi ha afferrata per la vagina, ha aperto il mio ano e ci ha infilato la mano così in profondità che ho sentito come se strappasse qualcosa. Ho sanguinato per tre giorni e ho avuto difficoltà a camminare per settimane. Non potevo andare in bagno e ho iniziato ad avere problemi di salute, di cui soffro ancora oggi”. Il test anale è quello che rigurda l’omosessualità maschile. Nel 2018 Alaa e un suo amico lo hanno subito . Raccontano: “Il medico legale ha inserito con la forza nel mio ano prima le dita, poi un oggetto. Non ho parole per descrivere quanto mi sono sentito umiliato”. La donna ora deve usare una stampella vista le violenzee gli stupri che ha ricevuto. L’ultima volta che è stata fermata al poliziotto, ha fatto vedere la sua tessera di invalida ed il poliziotto gli ha detto di: “ficcarsela nel c**o” e poi ad un agente ha dato ordine veramente di mettere il documento in cu… Inoltre, gli ha detto, di non fiare. Altro test anale lo ha subito il 25 enne Hamed, che è stato portato davanti al medico legale : il medico come racconta Hamid ; “Mi hanno fatto spogliare e il medico mi ha infilato un oggetto nell’ano. Faceva così male che non riuscivo a smettere di urlare”. Per evitare che continuassero ha dovuto direche aveva Aids. Si è quindi allontanato da lui il dottore. Per dissolutezza e prostituzione, per strada da un poliziotto Il ragazzo era stato arrestato. Gli hanno sequestrato il cellulare scaricato app per uomini con foto porno gay e poi il poliziotto ha detto: “Ti darò in pasto ai soldati, ti violenteranno uno dopo l’altro” . Altro caso, su Grindr aveva preso un appuntamento in un ristorante con un uomo, ma quando è arrivata ad aspettarla c’era invece la polizia. Questa è lastoria di una ragazza transgender che già a 17 anni era stata arrestata. La responsabilità della transgender è legata ad un biglietto per il concerto dei Mashrou’ , e dal fatto che era vestita con abiti femminili. Alla transgender l’hanno anche fatta spogliare nuda davanti a tutti, per esaminare il suo corpo e farle da parte della polizia . I poliziotti gli hanno fatto le seguenti domande: “Ti depili?”, “Come mai hai il seno?”, “Perché hai i capelli lunghi?”. E stata rinchiusa con altre donne trans e uomini gay una stanza di un tribunale 3 metri per2 metri . Poi in un carcere maschile. Ci racconta: “Ho subito molestie e violenze sessuali e verbali, mi prendevano in giro. Mi toccavano mentre dormivo e così ho smesso di dormire. I poliziotti mi picchiavano e intanto mi dicevano: ‘Ti insegneremo a essere un uomo’. E se opponevo resistenza ai loro abusi, mi torturavano con un tubo flessibile”. Hanan è rimasta per due mesi e mezzo in prigione prima che iniziasse il processo, nel quale è stata condannata a un mese di detenzione per “incitazione alla dissolutezza”. Altro caso è di un 22enne arrestato di nome Adham, perchè sul cellulare era stata trovata una conversazione con un uomo . La polizia lo ha pestato ed infine lo ha costretto a firmanre una dichiarazione in cui affermava di essere reo di “immoralità e incitazione alla dissolutezza”, “commercio sessuale” e “tentativo di soddisfare desideri sessuali proibiti con uomini in cambio di denaro”. Adham non ha firmato ed il poliziotto lo ha portato in cella con altri uomini. Il poliziotto a dichiarato: Ora li obbligo a scoparti, frocio schifoso’. Gli altri detenuti mi hanno aggredito verbalmente e violentato”.Il giorno dopo la polizia ha portato il ragazzo davanti a un giudice che ha ordinato di liberarlo, ma gli agenti invece lo hanno riportato in cella, dove ha continuato a subire pestaggi e violenze sessuali da parte degli altri detenuti e dei poliziotti. Un mese dopo un nuovo giudice lo ha condannato a sei mesi di carcere per dissolutezza. Il fatto che condannato in primo grado e poi assolto in secondo, non lo rende libero poichè segnalato al casellario giudiziario. Ciò lo mette in condizionedi non trovare lavoro. Il fatto che non è piu’ detenuti, non toglie l’incubo,che continua, hanno detto all’associazione Human Rights Watch i ragazzi.

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