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OMOFOBIA IN TURKMENISTAN

By Nov 14, 2019 No Comments

Kamilè un medico della repubblica centro-asiatica del Turkmenistan, e ha raccontato la sua storia alla Radio Free Europe. Egli è gay e deve nascondere la sua omosessualita’. Dopo aver studiato i Bielorussia, Kamil ha decisodi tornare nella sua citta’ natale Aşgabat. Essa èla capitale del Turkmenistan. L’uomo ha deciso di incontrare un uomo che ha conosciuto tramite un sito, e si sono dati un appuntamento per conoscreci . Ma egli racconta che : “Quando sono andato nel posto che avevamo concordato, lui non c’era. L’ho chiamato e mi ha detto che stava arrivando, ma a quel punto sono arrivati due poliziotti che mi hanno ammanettato e mi hanno portato in una stazione di polizia, dove sono stato picchiato e insultato“. Infatti il reato di omosessualita’ è presente ancora in due ex Repubbliche sovietiche. Esse sono Il Turkmenistan insieme all’Uzbekistan. Attraverso un parente influente Kamil non è finito in prigione. Ma anche se si è risparmato la galera, è intervenuta la famiglia.Pero, La sua situazione è peggiorata. Ancora lui racconta, : “Mio padre ha detto che avrebbe preferito uccidermi che avere un figlio gay“. Prima da un un mullah (erudito musulmano), e poi da uno psicologo, i genitori hano deciso quindi di spedirlo a curarsi. Racconta ancora Kamil, che gli era stato imposto un matrimonio riparatore con una donna che per evitare lo scandalo. Kamil lo fa saltare . E’ inserito nella lista di coloro, che non possono lasciare il paese dallo zio. Tenta la fuga , ma lo rimpatriano tramite la famiglia dalla Turchia. Secondo il suo racconto non ci sono possibilita’ per il ragazzo o la galera o vivere una doppia vita. Fa coming out visto che non ci sono altre possibilita’ e dice: “Spero che questo mi faccia sentire più libero e che diventi il primo passo per conquistare la libertà per le altre persone come me. Per favore, raccontate la mia storia“. Le autorita’ sono dure con Kamil si costituisce insieme ad altri sospettati alla polizia su convocazione. Spariscono lui e i suoi familiari dopol’interrogatorio forse sono arrestati.Inoltre , il ragazzo chiede perdono ai suoi famiiare per quello che è per lo scandalo che ha fatto vivere alla famiglia. Infine, chiede ai fratelli di prendersi cura dei genitori. Ben 121 persone sono sparite , le quali sono scappate per la paura di andare contra legem, secondo quello che ci ha raccontato “la campagna “Prove They Are Alive” (Dimostrate che sono vivi) “nella Repubblica del Turkmenistan, dimostrando che il caso di Kamil non è isolato.
luca biagioni

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