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Pugni e calci al ristorante, massacrano un gay

By Giu 13, 2009 Giugno 13th, 2012 No Comments
Pugni e calci al ristorante, massacrano un gay

02 dicembre 2009 — pagina 21 sezione: CRONACA

MILANO – Lo prendono di mira in strada puntandogli contro i fari dell’ auto, lo inseguono in macchina lungo la statale che dall’ estrema periferia nord di Milano porta nell’ hinterland, poi lo aggrediscono a calci e pugni in un McDonald’ s dove l’ uomo aveva cercato rifugio. «Brutto frocio, frocio di merda» gli urlano mentre lo colpiscono davanti ai clienti del ristorante che assistono alle violenze senza intervenire. «Erano a caccia, cercavano qualcuno da aggredire» dice la vittima, 47 anni, italiano, agli agenti dell’ ufficio Prevenzione generale della questura, diretto dal vicequestore Ivo Morelli. L’ uomo, martedì sera intorno poco dopo le 23, si aggira nello spiazzo del cimitero di Bruzzano, un luogo solitamente frequentato da ragazzi che si prostituiscono. Vede tre uomini, a bordo di una station wagon, che lo fissano e puntano contro di lui i fari dell’ auto. «Erano molto giovani, più o meno venticinquenni, vestiti di scuro, almeno uno coi capelli cortissimi» ha raccontato la vittima. L’ uomo decide di non fermarsi. Va via, ma viene seguito. Così decide di entrare in un McDonald’ s lungo la statale Milano-Meda, in via Rubicone, estrema periferia nord di Milano. La banda però non si arrende: dopo averlo visto entrare nel locale, i tre lo seguono, lo circondano e a calci e pugni lo buttano a terra e continuano a colpirlo. Comincia così la pioggia d’ insulti davanti a molti clienti del ristorante che non intervengono. Solo il direttore del ristorante che lo fa entrare nel suo ufficio lo salva da un pestaggio ancora più pesante. Ora gli investigatori della questura tenteranno di dare un nome e un volto agli autori della spedizione punitiva raccogliendo le testimonianze dei presenti e visionando i filmati delle telecamere in strada e di quelle interne al fast-food. «Nel giorno di entrata in vigore in Europa del Trattato di Lisbona che stabilisce il principio di non discriminazione anche per ragioni sessuali, apprendiamo con rabbia dell’ ennesima aggressione ai danni di una persona omosessuale», commenta Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, mentre il presidente nazionale dell’ associazione, Aurelio Mancuso, bolla come «misure mediatiche» quelle adottate dal ministro Mara Carfagna e chiede «l’ estensione della legge Mancino in materia di discriminazioni a questi episodi, perché si tratta di reati d’ odio e come tali vanno puniti». Dall’ inizio dell’ anno – è il bilancio stilato dalle associazioni di difesa degli omosessuali – ci sono stati otto omicidi, oltre 70 violenzee aggressioni, estorsioni e atti vandalici. «Senza contare il sommerso di chi ha paura a denunciare – dice il responsabile Lotta alla violenza di Arcigay, Luca Trentini – Una situazione ormai fuori controllo». –SANDRO DE RICCARDIS

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