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RAGAZZO IRAQUENO FUGGITO DAL SUO PAESE E’ OGGI UN RIFUGIATO

By Ott 11, 2020 No Comments

Fuggito dal suo Paese di origine perché l’omosessualità è reato, Danyar Star 29 anni proveniente dall’Iraq si pone una domanda “Chi sceglie di affidarsi a un ragazzo iracheno, profugo e persino gay?”. Dall’ISS che controlla alcune zone del suo paese,  egli rischiava di essere frustato o ucciso. Dopo che suo fratello lo ha colpito alla testa con un coltello e dopo tutte le discriminazione che ha ricevuto, due anni orsono ha deciso di lasciare il suo paese . Ciò  che lo ha spinto ha fuggire era anche la paura di morire. Come rifugiato politico con protezione internazionale risiede al centro d’accoglienza San Francesco a Roma gestito dalla cooperativa Medihospes. Il problema che non riesce a trovare un lavoro. Il ragazzo ha fatto un corso di Italiano ed un corso di pizzaiolo il suo desiderio è diventare cuoco. Anche se sembra sicuro, in quanto non è in pericolo di vita, le discriminazioni continuano perchè gli stessi profughi non lo accettano  per la sua omosessualità e gli rendono la vita impossibile. Lo insultano lo minacciano, una volta gli hanno messo sotto sopra la stanza e ha paura anche di dormire. Questi profughi vengono dall’Africa subsahariana. Infatti lo stato dell’ ‘Uganda dovrò rispondere delle torture di circa 20 persone LGBTIl per  aver violato i diritti umani in piena pandemia. Il tempo è scaduto ma il Covid ha rinviato il tutto. In queste zone è un reato essere gay. Danyar non ha nessuno, non ha nessun sostegno economico, gli altri immigrati lavorano in nero per poi raggiungere in Francia o in Germania i loro parenti,  che poi  li riescono ad inserire nel territorio. Sono 630.000 gli immigrati lavoratori in nero per un giro di affari di 15 miliardi secondo la Fondazione Moressa. Anche gli stessi connazionali di Danyar hanno un atteggiamento discriminatorio e portano con se quella omofobia, tanto da allontanarlo vivendo, anche loro la tragedi di vivere fuori dal loro paese. Quindi per il povero ragazzo parlare di integrazione è quasi un miraggio. Gli avvocati dicono ai loro assistiti di fingersi gay per avere il permesso di soggiorno, quindi il pensare di creare una comunità omosessuale gay irachena non è facile.

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