Tecnico Storico del Diritto

REATO DI CONTAGIO

By Lug 14, 2015 No Comments

In caso di contagio per una malattia c’e possibilità di un soggetto di essere risarcito del danno? La tematica è delicata, e ci si sono poste domande se nel caso uno dei due partner sia sieropositivo all’HIV, o comunque ad altre patologie come l’epatite C, la blenorragia, o la sifilide e l’altro sia stato contagiato, questo ultimo può rivalersi e chiedere danni.
In caso di contagio per una malattia c’e possibilità di un soggetto di essere risarcito del danno?

reato di contagio
La tematica in questione è delicata, e ci si sono poste domande se nel caso uno dei due partner sia sieropositivo all’ HIV, o comunque ad altre patologie come l’epatite C, la blenorragia, o la sifilide e l’altro sia  stato contagiato, questo ultimo può rivalersi e chiedere danni. Nel caso, in cui uno dei due è sieropositivo ma non è a conoscenza della  malattia la responsabilità è divisa dai due partner. Questo ultimo, infatti, non può addurre irresponsabilità, perché si è fidato, non avendo
usato una protezione. Tale comportamento è definito colposo nel diritto, perché c’è stato un comportamento negligente, non avendo usato precauzioni nel rapporto sessuale.
Nel caso,in cui il soggetto sapeva di essere sieropositivo e non lo ha comunicato all’altro soggetto vi è grave responsabilità perché il soggetto sieropositivo ha omesso in un rapporto occasionale di essere affetto da una patologia. Ossia la sua responsabilità di omissione non è un comportamento colposo ma tecnicamente è un comportamento doloso, perché egli era a
conoscenza di una situazione patologica, che ha creato un danno all’altro soggetto.
La responsabilità diventa di maggior gravità se ciò avviene in un rapporto di coppia stabile e uno dei due partner, che è sieropositivo l’ha nascosto all’altro.
Ma il vero problema è che tutto ciò che è stato detto deve essere provato.Se, infatti, non è poi così difficile dimostrare che un soggetto era già sieropositivo, precedentemente alla stabilità del rapporto, ricostruendo la prova dalle analisi cliniche, non è altrettanto facile dimostrare che al soggetto sieropositivo sia sempre stato corretto nell’ avere rapporti sessuali solo con il proprio partner.
Il soggetto che è stato contagiato può chiedere il risarcimento per il danno ricevuto. La quantificazione del danno è eterminata anche in relazione ai reciproci comportamenti, ovvero in un possibile concorso di colpa dell’altro soggetto. Infatti, da una parte c’è la grave responsabilità del soggetto sieropositivo e dall’altra la negligenza dell’altro soggetto di aver accettato un rapporto senza proteggersi; ossia tutti e due i soggetti si
devono caricare la responsabilità dell’accaduto.
Il comportamento dannoso non ha solo un risvolto civile ma anche penale. Inoltre, l’identificazione del danno è quantificato dalla malattia trasmesso. A questo punto è importante identificare il reato che si commette. Il reato che si può determinare può essere di “lesioni volontarie”
( art 590 cp- Lesioni personali colpose). Inoltre la positività di
una malattia non solo può comportare una lesione fisica, ma può provocare un danno psichico.
Nel caso poi di malattie dei virus HIV, che possono portare alla morte si può parlare di omicidio, proprio perché vi è un contagio mortale. Una parte della dottrina ha parlato di omicidio colposo (art. 589 cp)
nel caso in cui un soggetto, sapendolo, lo ha nascosto al partner e questo ultimo è deceduto.
E’ vero anche che è improprio parlare di “omicidio doloso ” (art. 575 cp ) perché:
1) non per forza, particolarmente nel caso dell’ HIV si determina la connessione
fra sieropositività-malattia- morte,
2) perché si dovrebbe dimostrare l’intento del soggetto sieropositivo di danneggiare l’altra persona.
E’ più giusto parlare d’omicidio colposo, ossia il soggetto non ha alcun’intenzione dannosa nei confronti dell’altro ma la sua negligenza e imperizia l’ ha portato a danneggiare l’altra persona. Quindi dobbiamo considerare che l’elemento conduttore che può portare ad un’ipotesi di reato deve essere un collegamento fra l’atto fatto e il danno causato; anche considerando che attualmente la possibilità di alcune malattie di portare alla morte è inferiore rispetto a prima, grazie a nuove cure farmacologiche. Di conseguenza è più difficile parlare d’omicidio colposo o doloso, ma è più facile parlare di lesioni.(art 590 cp- Lesioni personali colpose) Anche in questo caso le lesioni possono essere colpose dolose a secondo della intenzionalità o negligenza del soggetto sieropositivo di danneggiare l’altro.

Luca Biagioni

Leave a Reply