Diritto

SEGRETO COME LIMITE ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE.

By Apr 30, 2016 No Comments

Si è già detto che cronaca è verità narrata per mezzo della stampa. Ma in alcuni casi la verità non può essere pubblicata ed il limite appare chiaro: non può essere pubblicata la verità segreta.

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Quanto al vincolo del segreto come limite alla libertà di manifestazione del pensiero esso è sancito da varie disposizioni legislative. Si parlerà, allora, a secondo dei casi, di segreti militari, politici, parlamentari, giudiziari.
Secondo una nota distinzione tra reati costituzionali da “ atti materiali” e reati consistenti nella “ manifestazione di un fatto psichico” rivestono particolare importanza, rispetto a questa ultima categoria, i reati consistenti, in una dichiarazione di scienza, con cui si rendono edotti, gli altri di ciò che si sa intorno ad una cosa, una persona, un avvenimento. Ma, mentre l’oggetto della dichiarazione di scienza non è in genere specificato , nella norme relative all’inviolabilità del segreto, viceversa, l’oggetto della dichiarazione di scienza ,è sempre specificatamente indicato e si richiude pur sempre  che ciò  che si manifesta  non sia e non debba essere da altri già conosciuto.
Alla tutela penale del segreto è infatti  l’indirizzata tutta una serie di norme  intese   a reprimere quegli atti illeciti  in quanto fanno conoscere ad altri qualche cosa che a dovuto rimanere segreta ( rivelazione), o che sono punibili  per i mezzi illeciti con i quali si viene a conoscenza del fatto cui il segreto si riferisce( procacciamento).
Tali disposizioni nel nostro ordinamento sono assai numerose.
Sorge  a questo  punto il problema di stabilire se, attraverso una indagine sistematica delle varie  norme relative al diverso oggetto del segreto le une, al diverso atteggiarsi dell’azione delittuosa del reo le altre , sia possibili pervenire ad un concetto logico giuridico unitario di segreto.
Il codice non afferma specificamente che cosa si debba intendere per segreto. Eppure il concetto di segreto è molto interessante e la sua elaborazione offrirebbe anche il vantaggio di un sistematica ricca di significato pratico tutt’altro che trascurabile.
Riteniamo di identificazione il motivo che Ha indotto il legislatore a tralasciare la definizione di tale termine nel fatto che il segreto giuridicamente inteso non è un concetto unitario, ma una relazione tra concetti.
Esso esprime il rapporto., il termine di relazione con la cosa, il fatto, il documento che debbano essere nascosti, separati, celati, da un  lato , e dall’altro con i soggetti che a tali cose  imprimono il carattere di celato, separato, nascosto e con quegli altri nei cui confronti tale carattere giuridicamente si manifesta.
Il segreto in somma , non è un fatto, ma qualche cosa di fatto, o meglio, uno stato di fatto garantito dal diritto, per cui una notizia deve essere conosciuto solo da una persona o da una ristretta cerchia di persone.
Ora, poiché la sola mancanza di conoscenza di un fatto non vale, evidentemente a renderlo segreto, è necessario esaminare, a questo punto, l’altro requisito strutturale del concetto di segreto : se tale requisito sia cioè un dato esclusivamente psicologico o sia la volontà ad imprimere ad un fatto ma il carattere della segretezza, ovvero un dato di valore, vale a dire l’interesse al mantenimento  del segreto.  Esaminiamo a questo proposito l’ampia materia del segreto di Stato per individuare tale ulteriore requisito nel campo della ricerca che a noi interessa.

B) il segreto di stato sistema e oggetto della tutela penale , del segreto politico e militare  particolare,Cenni  Generali e rinvio alla legge 24 ottobre 1977- numero 801
La tutela del segreto di stato fin alla recente legge 24 ottobre 1977 numero 801  era attuata dal codice mediante la previsione della seguente ipotesi delittuosa :
Procacciamento  senza scopo di spionaggio  di notizie  che nell’interesse della sicurezza  dello Stato  o comunque nell’interesse politico  interno o internazionale dello stato  debbano rimanere segreti ( art 256)
Procacciamento  a scopo di spionaggio  politico militare  di notizie che nell’interesse  della sicurezza dello stato  o comunque  nell’interesse politico interno  o internazionale  dello stato debbono rimanere segreti ( art 257 )
Procacciamento senza scopo di spionaggio di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione ( art 256 secondo capoverso)
Procacciamento a scopo di spionaggio politico militare , di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione. ( art 258)
Agevolazione colpose nel delitto di procacciamento di notizie segrete e riservate  (art 259 )
Rivelazione di notizie segrete  o riservate concernente la sicurezza  o altro interesse politico interno e internazionale dello stato con o senza scopo  di spionaggio politico  o militare. (art 261)
Rivelazione di notizie  di cui l’autorità  competente ha vietato la divulgazione con o senza scopo di spionaggio ( art 262)
Rivelazione colpose di notizie segrete o riservate ( art 261 ultimo capoverso, art 262 ultimo capoverso)
Utilizzazione di nuove applicazioni industriali , invenzioni, o scoperte scientifiche  conosciute  per ragione  del proprio  ufficio o servizio e che debbono rimanere sempre nell’interesse della sicurezza dello stato ( art 263)
Sono previsti inoltre come reati e adeguamenti  sanzionati  l’introduzione  clandestina  o con inganno in luoghi  nei quali  è interdetto l’accesso  nell’interesse militare dello Stato ( art 260  n1 ) e l’ingiustificato   possesso di mezzi di spionaggio (art 260 n 2-3)
La complessa struttura del sistema protettivo del segreto di Stato  non può trovare altra giustificazione  se non nella enorme importanza  degli  interessi in gioco,  a ragione definiti  dalla dottrina coma fondamenti per lo Stato stesso.
Unico, in ogni caso, l’oggetto della tutela penale della norma esaminate : il diritto dello Stato di porre limiti  alla conoscenza  di situazione relative alla sua personalità nei rapporti internazionali  attinenti  all’incolumità e all’indipendenza  dello Stato , oltre che al mantenimento  dei rapporti  internazionali su di un piano di normalità la preservazione dei mezzi di difesa militare e gli interessi di guerra.
Il problema è però di accertare se, relativamente  al segreto di Stato il più valido criterio di riconoscibilità del vincolo al segreto stesso sia costituita  dal criterio oggettivo, la base al quale il segreto esisterebbe ogni volta la volontà del titolare decide di dargli tale carattere    oppure dal criterio oggettivo , per il quale si assume la segretezza come esistente  ogni qual volta la natura  della cosa lo imponga o se, in ultima analisi non debbono invece, entrambi i criteri essere adottati in opportuna fusione.
Orientate verso l’accoglimento  del criterio soggettivo sono alcuni tra le  più complete nozioni di segreto , sia che lo intenda come “ conoscenza  di una circostanza ignota ai non partecipanti , inaccessibile  o anche accessibile m percepibile solo in base  a particolari fatiche  finché  tale conoscenza sia tenuta segreta  per volontà del titolare  o dal portatore dei segreti per  da questo o dai partecipanti  di fronte ai non  partecipi e finché questa conservazione del segreto non contraddica un interesse obiettivo degno di tutela.” Sia che lo si assumi quali “ limite posto  da una volontà  giuridicamente  competente , alla  conoscibilità di un fatto  di un atto o di una cosa  per modo che questi siano  attualmente destinati a rimanere occulti per ogni  diversa da quelle che legittimamente li conosco , ovvero per coloro  ai quali  non vengono  palesati  da chi  ha il potere giuridico di estendere  o togliere detto limite  o  da forse volontarie o involontarie  indipendenti , dalla volontà  di chi ha la giuridica  disponibilità  del segreto.”
Il criterio soggettivo manifesta la sua utilità  sotto molteplici aspetti sia perché  è l’organo dello Stato  che  in relazione  alle direttive  di carattere politico  stabilisce  in concreto  quello che ritiene oggetto di segretezza ; sia  perché  nell’ipotesi  di errore  del soggetto attivo del reato la soluzione è molto improba là dove il segreto  non sia  la conseguenza certa e imprescindibile della natura delle cose  , ma debba ricavarsi dall’indagini  della volontà
Di contro  tale criterio  mostra chiaramente  di non essere in grado  di soddisfare integralmente le molteplici esigenze  che si rinvengono  nelle numerose  disposizioni  del codice su l segreto di Stato. Infatti  non appare indispensabile  che un segreto  venga necessariamente catalogato come tale  dall’autorità competente. Mediante atti amministrativi , disposizioni legislative  o regolamentari esplicitamente o implicitamente  in modo  generale  o particolare : ora dovendo affermare  la necessità  della segretezza ogni qual volta la sua tutela frammentaria e difettosa determina un indebolimento della potenza  o della sicurezza dello Stato di fronte agli altri Stati , risulta  essere fuori di  discussione  che oggetto di segretezza debba essere non solo ciò che su cui l’autorità  competenze non abbia  ancora  imposto il vincolo di segretezza, ma anche ciò di cui gli organi di governo  non sono ancora  a conoscenza In termini  diversi non debbono escludersi  la possibilità . che il segreto  inserisca ad una situazione  cui lo stato no ha specificamente  pensato ; pertanto  deve considerarsi  privo di rilievo  la circostanza  che i fatti da tenere  nascosti  siano qualificati come segreti dello stato o meno.
Quando il codice parla di ” notizie che nell’interesse dello stato , o. comunque nell’interesse politico , interno ed internazionale dello stato debbono rimanere segrete”, intende riferirsi esattamente alla nozione di segreto materiale , alla cui  conservazione sussiste un obbiettivo reale interesse.
Oggetto di segretezza debbono pertanto ritenersi quei fatti che tali sono da considerarsi in conformità  delle loro caratteristiche  strutturale e sempre  che siano  ancora resi noti ad un governo straniero  o comunque  o comunque  ad esso resi accessibili.
Dal punto di vista pratico  del diritto  appare indiscutibile che l’obiettivo  avuto di mira  dal legislatore possa raggiungersi solamente considerando  il segreto sotto il profilo  dell’obiettività dell’interesse alla su a conservazione.
Sotto il profilo teorico invece tale affermazione deve essere ulteriormente controllata in relazione a quelle notizie contenute negli atti  che il governo ha ritenuto di non dover pubblicare pere motivi di carattere interno o internazionale nonché in relazione  a quella notizie di cui è stata vietata la divulgazione dall’autorità competente.

C ) Le notizie contenute in atti di governo non pubblicate per ragioni di ordine politico, interno o internazionale ed è il concetto di segreto politico  identità concettuale tra le notizie contenute in atti di governo non pubblicati e le notizie segrete.
L’art 256 cp stabilisce  che stabilisce “agli effetti delle disposizioni di questo titolo , tra le motivazioni  che debbono rimanere segrete nell’interesse della politica dello Stato sono comprese quelle contenute in atti di governo da esso non pubblicati per ragioni di ordine politico interno e internazionale.  Di fronte ad un simile previsione  normativa è ancora possibile  considerare valida possibile considerare  valida la teoria sopra accolta  cosiddetta oggettiva?
Il De Marsico lo nega affermando  che non si tratta di “Fatti le cui notizie , nell’interesse  della sicurezza dello Stato , comunque nell’interesse politico , interno o internazionale dello Stato , debbono rimanere segrete , ma agli effetti della mi disposizione di questo titolo  del codice penale , devono rimanere segreti nell’interesse politico dello stato”.
La mancata pubblicazione degli atti da parte del governo da parte del governo alla quale si scrive il carattere di segretezza equivarrebbe pertanto a dichiarazione del carattere di segretezza.
La mancata pubblicazione degli atti richiama la realtà l’attenzione sull’obiettiva necessità di tale carattere nell’interesse politico dello Stato delle notizie  che quegli atti contengono ma non vale a dar vita al  segreto; in effetti la stessa pacifica attività di governo consta di materia do segreto: ed è proprio  l previsione della obiettiva esistenza del carattere della segretezza  che viene vietata la pubblica  di quegli atti.
Tutto ciò è affermato dal codice quando essa parla di “ interesse politico, interno, internazionale dello stato” e indirettamente lo riconosceva ance la relazione ministeriale al progetto del codice quando  notava che le disposizioni in questione “detta una critica  senza dubbio confermando che il segreto  di Stato  può riferirsi non soltanto  alla sicurezza  nazionali  più o vari come  sono appunto quelli in considerazione dei quali il governo può  determinarsi a un pubblicare o a sospendere momentaneamente la pubblicazione di un provvedimento.”
In questi casi , la volontà del governo crea un segreto di Stato , ma si limita  a riconoscere il carattere obiettivo di segretezza della nozione  contenuta nell’atto: perciò  la pubblicazione viene vietata  da parte di chi  è il garante , il responsabile della conservazione di quel segreto.
In caso di mancanza di riservatezza da parte del governo , pertanto il segreto viene  soltanto misconosciuto , cessando di esistere come tale; ma  un conto è affermare ; ma un conto è affermare che il segreto cessa di esistere , un altro conto è  affermare che esso non è mai esistere , un altro conto è affermare per mancanza di una manifestazione  di volontà da parte  del governo  con la quale avrebbe potuto  prendere  esistenza concreta.
La nostra tesi viene avvalorata  dal fatto che per l’applicazione della sanzione, non è sufficiente che si sia rilevata una notizia  contenuta in un atto  di governo, ma occorre che ragione di carattere politico , interno o internazionale, abbiano determinato la  mancata pubblicazione dell’atto.
Ma segreto è il consumo è il contenuto dell’atto , non il fatto che il governo non abbia dato pubblicità a taluni suoi atti ; infatti  pur essendo auspicabili  oltre le utile che il governo imponga il segreto sulla notizia  della formazione dell’atto  da parte  sua, ciò tuttavia non rientra nella previsione legislativa.
A queste argomentazioni si potrebbe opporre che qualora il governo pubblicasse un atto il cui contenuto  rendesse edotti  dell’esistenza di un segreto  al governo stesso dovrebbero  essere imputata la violazione del segreto  : e ciò sarebbe  la conseguenza inevitabile qualora si insistesse nel voler  applicare il criterio oggettivo , che prescinde ai fini dell’resistenza del segreto , della pubblicazione o meno dell’atto.
Tale obiezione sembrerebbe fondata, tenendo conto che è fatto obbligo al governo  di accertare  l’esistenza di eventuali elementi di natura segreta in un determinato atto.
Ma sul piano pratico, il governo, nell’individuare o meno quegli elementi agisce in base  agisce  in base alla propria  sensibilità e responsabilità’ politica; pertanto nell’ipotesi di pubblicazione di atti che non avrebbero dovuto essere pubblicati, non si potrebbe in alcun modo  imputare la commissione di illecito penale , ma si potrebbe solo rimproverare al governo una insufficienza sensibile giuridica – politica e una negligenza nella tutela di quelli che sono gli interesse fondamentali dello Stato.
Allora non potrà più parlarsi di un problema giuridico, ma solo di un problema  meramente politico, che solo su tale piano dovrà essere risolto.
Non ci resta che affermare pertanto che a nostro giudizi il legislatore nell’accostare nella  tutela della notizia che nell’interesse politico interno o internazionale dello Stato  debbono rimanere segrete con le notizie contenute in atti del governo da esso non pubblicati per ragione di ordine  politico interno o internazionale dello Stato ha inteso non soltanto rispondere ad esigenze di politica legislativa anche e soprattutto a una profonda e genuina identità concettuale.

D) Le notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione : la notizia riservata.
Quando si parla di divieto di divulgazione relativo a certe notizie ci si intende riferire a quel provvedimento preso dall’autorità  competente con il quale si intende la tutela penale a taluni fatti la cui difesa viene coordinata alla difesa dei veri  e propri segreti di Stato o segreti militari, nel senso stretto della parola solo per analogia degli interessi protetti.
Interessi  che non posso  identificare con quelli protetti con il segreto di Stato al quale soltanto è demandata la protezione e la garanzia  di sicurezza dello Stato  stesso ma semplicemente analoghi avendo qui riguardo esclusivamente a “situazione ed avvenimenti che possono anche verificarsi in pubblico ma che è necessario non divulgare per gli elementi indiretti che possono trarsene o meglio dirigere ad attuare un eventuale piano di aggressione o di insidie contro la sicurezza dello Stato.”
Su di un altro piano dovrà pertanto impostarsi il discorso relativo alle notizie  di vietata divulgazione  perché diverso è il segreto in esse contenuto ; e a buon diritto può parlarsi del criterio  soggettivo per la limitazione della categoria la riservatezza  derivando appunto e soltanto dal divieto imposto dall’autorità: poiché se rispetto alle notizie  segrete il vincolo alla   segretezza deriva immediatamente dall’interesse tutelato per la sua particolare natura così che l’espressa manifestazione di volontà dell’autorità competente nulla aggiunge ad un vincolo che già implicita nella natura delle cose nelle notizie riservate non può farsi a meno dell’espresso divieto perché il vincolo non appare potersi riscontrare nella natura dell’interesse.
Il carattere della segretezza non viene pertanto in considerazione poiché si tratta di notizie che non possono essere tenute segrete in un determinato ambito o entro una determinata cerchia  di persone così che non sono conoscibili dal numero di persone determinate  o determinabili che si trovano in quel determinato ambito o in quella determinata cerchia  ciò tuttavia non può escludere che lo Stato cerchi con i mezzi a sua disposizione di circoscrivere la pubblicità al minimo inevitabile
Quello che piuttosto è da rilevare è che trattandosi come ogni altro divieto di una restrizione  di essere chiaramente ed esplicitamente imposta  con una espressa formulazione del divieto che non potrebbe essere desunta dalla natura della notizia.
Di questa esigenza ha tenuto conto il legislatore quando pur lasciando sussistere un concetto relativamente ampio  di segreto di Stato  indispensabile per fissare il principio ha fatto notizia  non divulgabili un elenco dettagliato anche  se ha propriamente riguarda al segreto militare e contempla non solo notizie riservate ma anche segrete.

Luca Biagioni

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