Tecnico Storico del Diritto

SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE E DELLA CORTE CASSAZIONE SUI MATRIMONI DELLE PERSONE DELLO STESSO SESSO

By Apr 14, 2015 Aprile 22nd, 2015 No Comments

Con la sentenza numero 138/2010, i giudici hanno determinato che, anche se le coppie di fatto omosessuali devono avere garanzie giuridiche, come indicato dall’art 2 della costituzione (i diritti inviolabili dell’uomo) non sono però oggetto per costituire matrimonio e famiglia art 29 (diritto di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio).
Primo aspetto, che nega ciò sovra indicato, è che l’articolo 29 per quello che riguarda l’ Istituto del matrimonio e il concetto di l’eguaglianza fra coniugi vuole identificare il concetto di equiparazione fra i due sessi .
Altro aspetto indicato dal art 29 della Costituzione è il fine procreativo della coppia , che lo distingue dalla unioni omosessuale. I giudici costituzionali sul fatto che le norme del codice civile riguardante il concetto di marito e moglie sarebbero in contrasto con le norme dell’art 29 della Costituzione, che parla di coniugi, in realtà hanno affermato che la norma civilistica non sarebbe in contrasto e non ci sarebbe nessuna discriminazione delle persone omosessuale rispetto alle persone eterosessuale in quanto le unioni civili omosessuali non possono essere omogenea al concetto dell’Istituto Matrimoniale.
Art 29 parla di società naturale ma come è stata interpretata questa società naturale da parte dei giudici Costituzionali. Naturale sarebbe relegata alla diversità di sesso fra coniugi e possibilità di procreare e tutto ciò non comporterebbe alcuna discriminazione con art 3 in quanto non vi sarebbe omogeneità delle concezione di coppie omosessuali rispetto al concetto dell’istituto matrimoniale.
Infatti i giudici affermano, che dare una concezione diversa del concetto matrimonio in rapporta al concetto di coppie omosessuali sarebbe dare una concezione creativa e non un a rilettura del sistema non potendo la concezione costituzionale procedere per via ermeneutica .
Altro aspetto l’ importante è che vi vengono garantiti diritti di vincolo fra persone dello stesso sesso. Quindi il giudice Costituzionale ha invitato il legislatore di intervenire per sanare la lacuna giuridica. Infatti mentre il legislatore ha tutte le possibilità di fare una legge in merito, la Corte non può considerare esistenza nel nostro ordinamento un matrimonio di persone dello stesso sesso.
I giudici costituzionali se da una parte partono dal presupposto che il concetto di matrimonio famiglia non possono essere cristallizzati e , che la Costituzione entrando in vigore in un periodo in cui queste tematiche non erano prese neanche in considerazione , dall’altra parte come tutte le norme sono interpretabili in funzione dei cambiamenti dei tempi. Però i giudici costituzionali hanno confermato che non è possibile trasformare le normative a tale punto da identificare un diverso il concetto di Famiglia e di Matrimonio.
La Corte Costituzionale di per se ha deciso, anzi non ha deciso con sentenza 4 /2011 di non entrata nel merito del problema ma ha richiamato la sua ampia giurisprudenza facendo in modo che le persone si facciano un giro sulla giurisprudenza senza fare in modo di fare perdere tempo alla corte. La Corte ha rigettato casi dei tribunali di Ferrara di Venezia e di Trento affermando che non vi era nessuna violazione di costituzionalità da parte dei giudici delle sovra indicate città nel rifiutare di contrarre matrimoni fra persone dello stesso sesso. I giudici delle città aveva indicato che vi era incostituzionalità con gli art 2 ( diritti inviolabili dell’uomo ) e art 117 ( ordinamento comunitario o internazionale), ma i giudici della suprema corte dichiarato i ricorsi incostituzionali in relazione all’art 3 ( principi di eguaglianza) e art 29 ( diritto di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio) .
Con sentenza numero 170 /2014 la corte costituzionale ha completato le considerazione dell’ orientamento sessuale e sull’identità di genere. La sentenza nasceva da un problema posto da una persona che si chiamava Alessandro, sposato con Alessandra . Alessandro che era divenuta Alessandra e che voleva mantenere il rapporto matrimoniale contratto ma per legge cambiato sesso la separazione è automatica.
A questo punto la persona ha due scelte o nega la sua identità e resta il matrimonio oppure non nega la sua identità ed automaticamente divorzia per legge dalla sua compagna. A questo punto si presentavano due diritti definibili bilanciati. La Corte ha definito che comunque uno dei due diritti è definito incostituzionale.
A questo punto l’unica soluzione è intervento del legislatore. Che dovrà creare un registro delle unioni civili accessibili a persone dello stesso sesso.
Altro aspetto verificare quando una giurisprudenza diventa consolidata. Ossia quando alla domanda di legittimata dei matrimonio dello stesso sesso la risposta è sempre la stessa ossia non è legittimo e il giudice rigettata la domanda senza discuterla.
Infine anche la Corte di Cassazione ad una richiesta di una persona dello stesso sesso di sposarsi in Campidoglio ha risposto negativamente , con sentenza 2400 , 9 febbraio 2015 confermando due elementi fondamentali già esposti dalla Corte Costituzionale:
1) Lo Stato non ha l’obbligo di allargare Istituto Matrimoniale alle coppie omosessuali e di conseguenza non vi è alcuna discriminazione.
2) IL legislatore ha l’obbligo di instituire per le persone dello stesso sesso patti che diano garanzia giuridiche a livelli civilistico.
Ultimamente su altro tema non meno importante del matrimonio delle persone dello stesso ossia il matrimonio delle persone dello stesso sesso contratti all’estero l’ elemento principale giuridico è che istituto che lo può annullare sono i giudici ordinari e non le amministrazioni politiche ossia i Prefetti.
Luca Biagioni

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